La “Carta Diversity+”: verso servizi più inclusivi per l’Educazione e Cura della Prima Infanzia (ECEC)
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Appare evidente che la costruzione di società più inclusive, giuste e coese si fondi su servizi ECEC di qualità e rispettosi delle differenze. L’accesso a questi servizi reca benefici a tutti i bambini e le bambine, specie a quell* più vulnerabili, per i/le quali rappresenta ancor di più la cifra delle pari opportunità.

La complessità delle società contemporanee, richiede che tali servizi assicurino il potenziamento dell’inclusione sociale e che abbraccino le differenze che caratterizzano anche la prima infanzia. Affinché ciò accada, oltre ad essere accessibili per bambin* e famiglie, i servizi ECEC, pubblici o privati, formali, non formali o informali, dovrebbero essere progettati ed erogati considerando i bisogni de* minori nella loro individualità. I programmi ECEC “di qualità” si distinguono perché offrono a ciascun* bambin* di sviluppare le proprie competenze linguistiche, sociali, fisiche e cognitive. In contesti di questo tipo, ogni bambin* si sente rispettato e stimolato.

Le strutture ECEC, non dovrebbero concepire le pratiche inclusive quali componenti aggiuntive del proprio programma, ma come una dimensione intrinseca la propria visione e i propri obiettivi. Questo potrebbe richiedere un cambiamento nella cultura istituzionale e, dunque, interessare le policy della struttura, incluse le strategie di reclutamento delle risorse umane e la formazione dello staff, la definizione delle attività, la concezione dei locali e le soluzioni progettate a supporto dell’infanzia, verso un’inclusione piena e di qualità di tutti i/le bambin*, senza preconcetti e stereotipi di sorta.

Non si tratta di un percorso immediato e i servizi ECEC interessati ad intraprenderlo potrebbero riscontrare difficoltà nella creazione di una cultura istituzionale realmente inclusiva, o addirittura restare ignari di cosa significhi davvero essere inclusivi.

Il Progetto Diversity+ ha portato all’elaborazione della prima Carta mirante a supportare servizi ECEC, manager e professionisti del settore verso il superamento di tali ostacoli attraverso l’identificazione di una serie di requisiti minimi ai quali tali strutture e istituzioni dovrebbero conformarsi al fine di accogliere le varie diversità e poter essere dunque classificato quale inclusivo e “diversity positive” (Diversity+). Prendendo le mosse dalla Raccomandazione del Consiglio relativa ai sistemi di educazione e cura della prima infanzia di alta qualità, la Carta è stata sviluppata intorno a cinque aree chiave: Accessibilità dei servizi, Professionalità degli operatori, Curriculum e progetto pedagogico, Monitoraggio e valutazione e Governance di sistema. Ciascuna area corrisponde a specifici indicatori in grado di definire i passi da compiere verso servizi ECEC inclusivi. La Carta è un invito per manager e professionisti ECEC verso un confronto permanente tra diversi stakeholder e la relativa analisi critica delle policy esistenti, al fine di garantire che ciascun* bambin* si senta sempre accolt* , valorizzat* , rispettat* .

La Carta Diversity+ emerge da un’analisi multidimensionale, condotta attraverso ricerche sul campo e desk, che ha preso in esame buone prassi ispiratrici e trend emergenti da ogni angolo d’Europa (i Paesi presi in esame sono, principalmente: Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Slovacca, Slovenia e Regno Unito). Per una panoramica completa delle prassi analizzate, si faccia riferimento all’Ebook.

Resta sintonizzato: sta per essere reso pubblico uno strumento comparativo digitale in grado di fornirti l’opportunità di valutare la tua struttura ed ispirarne la crescita!

I servizi ECEC “Diversity positive”

  • sono accessibili a tutt* i/le bambin* e sono organizzati secondo un approccio democratico in grado di promuovere e supportare l’inclusione, l’uguaglianza, la giustizia, il rispetto di tutte le identità, e sono sensibili ai bisogni individuali de* bambin*, dello staff, delle famiglie
  • giocano un ruolo cruciale nello sviluppo dell’infanzia, assicurando che i/le bambin* siano rispettate e siano fornite loro le migliori condizioni e il supporto necessario verso il dispiegarsi del loro potenziale, quale che sia il loro background, lo status socio-economico, la religione professata, il genere, la lingua, l’etnia, il colore della pelle o le abilità
  • adottano un approccio progressivo e universalistico che assicura l’erogazione di servizi pensati su misura per i diversi target nell’ambito di un ambiente ECEC universalistico e inclusivo